{"id":206,"date":"2023-11-30T07:00:01","date_gmt":"2023-11-30T07:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/?p=206"},"modified":"2023-12-01T08:01:07","modified_gmt":"2023-12-01T08:01:07","slug":"la-serie-a-a-20-18-16-squadre-e-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/2023\/11\/30\/la-serie-a-a-20-18-16-squadre-e-perche\/","title":{"rendered":"La Serie A a 20, 18, 16 squadre e perch\u00e9"},"content":{"rendered":"<p><em>Il tema centrale non \u00e8 quello di quante squadre mettere in Serie A ma quello di riformare la piramide del calcio italiano.<\/em><!--more--><\/p>\n<blockquote><p>Impensabile che il campionato continui ad avere 20 formazioni iscritte, la B 20 e la C, 60. Non \u00e8 questione di numeri, ma di credibilit\u00e0 che consenta l\u2019affermazione dell\u2019equa competizione, ci sono societ\u00e0 che pagano e rischiano di non centrare i propri obiettivi,\u00a0altre che non pagano e magari mantengono la categoria. La Serie A \u00e8 un contribuente significativo di fiscalit\u00e0, \u00e8 un obiettivo comune quello di far funzionare la macchina.<\/p><\/blockquote>\n<p>Lo ha detto il ministro dello sport Andrea Abodi al convegno \u201cSport Industry Talk\u201d, organizzato da Rcs Academy e da\u00a0<em>Il Corriere della Sera.<\/em><\/p>\n<p>Gli ha fatto eco il presidente FIGC Gabriele Gravina.<\/p>\n<blockquote><p>Purtroppo sono anni che prepariamo progetti basati su dati oggettivi, \u00e8 evidente che 100 squadre professionistiche \u00e8 un unicum e non \u00e8 accettabile. Con Casini ci siamo gi\u00e0 confrontati, nessuno pu\u00f2 pensare di non dare alla Lega di A come motrice del calcio italiano una sorta di golden share nel numero di squadre. Tolta l\u2019autonomia della Lega di A nell\u2019autodeterminarsi, l\u2019idea della riforma riguarda altre componenti. Non \u00e8 un problema aritmetico, il concetto della riforma debe passare dai\u00a0concetti di sostenibilit\u00e0 e sviluppo. La riforma deve passare attraverso il dialogo tra le componenti, deve puntare a un discorso di filiera. Il danno \u00e8 il sistema delle retrocessioni, oggi si ha pi\u00f9 paura di retrocedere che altro.<\/p><\/blockquote>\n<p>Per una volta vorrei provare a non dire a Gravina che lui \u00e8 l\u00ec dall&#8217;ottobre 2018 e che in 5 anni non si \u00e8 mosso nulla. Vorrei anche evitare di ricordarmi che Gravina venne eletto in precedenza alla presidenza della Serie C con un programma che &#8211; per motivi elettorali &#8211; non prevedeva la riduzione delle squadre.<\/p>\n<p>Vorrei, ma non posso non ribadire per coerenza che a mio giudizio <strong>basterebbe questa inefficienza per chiederne le dimissioni<\/strong> (<em>altro che risultati della Nazionale, che c&#8217;entrano nulla col suo mandato politico<\/em>), il tutto senza dimenticare che un anno fa davo atto allo stesso presidente del fatto che nonostante l&#8217;eliminazione dal Mondiale in Qatar (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=o3j2ZyxhNSE&amp;pp=ygUrZ2lvdmFubmkgYXJtYW5pbmkgaSBjb250aSBkZWxsYSBmZWRlcmF6aW9uZQ%3D%3D\">qui<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=7s31bQAmMIE&amp;t=255s&amp;pp=ygUrZ2lvdmFubmkgYXJtYW5pbmkgaSBjb250aSBkZWxsYSBmZWRlcmF6aW9uZQ%3D%3D\">qui<\/a>) i conti della Figc tengono.<\/p>\n<p>E allora non lo far\u00f2, ma mi permetto di suggerire alcuni concetti da tenere sulla strada della riforma.<\/p>\n<p><strong>Il tema centrale<\/strong> non \u00e8 quello di quante squadre mettere in Serie A ma quello di <strong>riformare la piramide del calcio italiano<\/strong>.<\/p>\n<p>Una volta stabilito che il problema \u00e8 di sistema, non di una sua parte, bisogna togliere di mezzo i puri esercizi stilistici sui numeri ed andare ai due <strong>argomenti chiave<\/strong>: la distribuzione dei diritti tv e la difesa del valore economico del titolo sportivo di un club.<\/p>\n<p>Diventa quindi inutile disquisire di Serie A a 16 o 20 squadre se non si stabilisce prima quale \u00e8 il perimetro di suddivisione dei diritti tv. E qui ci viene in aiuto il modello tedesco che prevede una distribuzione su due livelli (Bundesliga e 2.Bundesliga, 18 squadre ciascuna) e una lega unica.<\/p>\n<p>I due grandi errori dell&#8217;ultimo ventennio di calcio italiano furono il passaggio a 20 (dopo il caso Catania) e la divisione A\/B.<\/p>\n<p>Se si vuol tornare all&#8217;origine vanno superati entrambi.<\/p>\n<p>L&#8217;altro tema \u00e8: quanto ci vuole in caso di fallimento per risalire la piramide?<\/p>\n<p>Prendiamo il caso Parma 2015. Fu pi\u00f9 conveniente ripartire dalla D anzich\u00e9 salvare il club con 20 milioni in Serie B.<\/p>\n<p>Questo semplicemente perch\u00e9 <strong>il livello inferiore \u00e8 troppo alto<\/strong> e si presta a scommesse che si possono vincere in 3-4 anni risparmiando sull&#8217;esborso iniziale (il salvataggio del club nella categoria in cui \u00e8 potenzialmente ammesso).<\/p>\n<p>Dopo di che il problema non \u00e8 quante squadre stanno in C o in D, ma quanti anni ci vogliono a salire dal quarto, quinto, sesto livello del calcio. E con quale regime fiscale.<\/p>\n<p>Questo \u00e9 ci\u00f2 che va chiarito prioritariamente. Il resto sono chiacchiere da bar tra i nostalgici degli anni 80 che votano 16 squadre e quelli degli anni 90 che ne vorrebbero 18.<\/p>\n<p>Con una raccomandazione: qualsiasi sia la soluzione finale si riduca percentualmente il numero di retrocesse da un livello all&#8217;altro (attualmente 15% dalla A alla B), per favorire un gioco pi\u00f9 sperimentale e meno rischioso. Sarebbe un altro toccasana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema centrale non \u00e8 quello di quante squadre mettere in Serie A ma quello di riformare la piramide del calcio italiano.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[57,56,58],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/206"}],"collection":[{"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=206"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/206\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":214,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/206\/revisions\/214"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}