{"id":76,"date":"2023-04-13T13:09:26","date_gmt":"2023-04-13T12:09:26","guid":{"rendered":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/?p=76"},"modified":"2023-12-05T13:03:43","modified_gmt":"2023-12-05T13:03:43","slug":"la-promozione-in-serie-b-della-feralpi-salo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/2023\/04\/13\/la-promozione-in-serie-b-della-feralpi-salo\/","title":{"rendered":"La promozione in Serie B della Feralpi Sal\u00f2"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"subtitle\">Per la prima volta una squadra della provincia di Brescia che non fa riferimento al capoluogo giocher\u00e0 nel campionato di secondo livello della piramide calcistica italiana.<\/h3>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Sabato 8 aprile 2023 la Feralpi Sal\u00f2 \u00e8 stata promossa in Serie B dopo una stagione trionfale condotta al vertice del girone A della Serie C.<\/p>\n<p>Per la provincia di Brescia \u00e8 un evento storico, da celebrare e da analizzare nei suoi significati pi\u00f9 profondi. Ma ci sono temi che secondo me vanno letti anche pensando al calcio italiano nella sua interezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe class=\"spotify-wrap podcast\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/episode\/0qEsZNNwxUuWlK0masbkV3\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-attrs=\"{&quot;image&quot;:&quot;https:\/\/i.scdn.co\/image\/ab6765630000ba8a97dd42be9713e59a487297ba&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Feralpi Sal\u00f2 in Serie B, analisi di un trionfo&quot;,&quot;subtitle&quot;:&quot;Giovanni Armanini&quot;,&quot;description&quot;:&quot;Episode&quot;,&quot;url&quot;:&quot;https:\/\/open.spotify.com\/episode\/0qEsZNNwxUuWlK0masbkV3&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false}\" data-component-name=\"Spotify2ToDOM\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n<div>\n<hr \/>\n<\/div>\n<p><em>Ne parlo innanzitutto perch\u00e9 la vicinanza geografica alle mie origini mi ha fatto partecipare emotivamente con grande gioia a questo successo, in aggiunta a due fatti strettamente personali che credo sia bene citare in premessa.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 che nel 2008\/09 &#8211; ultimo anno precedente alla fusione tra Sal\u00f2 e Lonato &#8211; collaborai come addetto stampa della\u00a0<strong>Feralpi<\/strong>\u00a0<strong>Lonato<\/strong>\u00a0in Serie D.<\/em><\/p>\n<p><em>Il secondo \u00e8 che al tecnico\u00a0<strong>Stefano<\/strong>\u00a0<strong>Vecchi<\/strong>, cos\u00ec come a\u00a0<strong>Mauro<\/strong>\u00a0<strong>Bertoni<\/strong>\u00a0che lo scorso anno vinse con la Primavera 3 il titolo nazionale prima di aggregarsi allo staff di Andrea Pirlo in Turchia, mi lega una sincera amicizia di lunga data.<\/em><\/p>\n<div>\n<hr \/>\n<\/div>\n<p>La vittoria della Feralpi Sal\u00f2 arriva a\u00a0<strong>14 anni<\/strong>\u00a0dalla fusione tra Feralpi Lonato e AC Sal\u00f2 Valsabbia avvenuta il 5 luglio del\u00a0<strong>2009<\/strong>\u00a0ed \u00e8 una vittoria della\u00a0<strong>passione<\/strong>, della\u00a0<strong>costanza<\/strong>\u00a0e soprattutto di un legame, quello tra il gruppo Feralpi di Lonato e lo sport, assolutamente indissolubile, direi quasi istituzionale, che fa parte del dna imprenditoriale stesso di questa realt\u00e0.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>gruppo siderurgico<\/strong>\u00a0conta 1.826 dipendenti con insediamenti produttivi in 7 paesi e un fatturato di 1,32 miliardi.<\/p>\n<p>Per capire la Feralpi Sal\u00f2 bisogna capire prima di tutto la filosofia del Gruppo Feralpi che nasce e cresce a Lonato ma ha cuore valsabbino (il presidente Giuseppe Pasini \u00e8 nato a Odolo) ed un fortissimo radicamento territoriale sul Garda.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, quando nel 2009 si presenta l\u2019occasione, la fusione con il Sal\u00f2 fa geograficamente da cerniera naturale tra le due anime e salda una appartenenza.<\/p>\n<p>Nello\u00a0<strong>sport<\/strong>\u00a0Feralpi non fa solo\u00a0<strong>calcio<\/strong>\u00a0ma anche\u00a0<strong>ciclismo<\/strong>\u00a0ed alle attivit\u00e0 calcistiche salodiane somma quelle con base a Lonato (Virtus). Il gruppo sportivo \u00e8 nato a met\u00e0 degli anni 70 ed \u00e8 chiaro che quella radice storica ha forte influenza fino ai giorni nostri.<\/p>\n<p>Lo sport nasce e cresce dentro l\u2019azienda anche come attivit\u00e0 ricreativa, come offerta sportiva e di intrattenimento ad un territorio a cui il gruppo sente fortemente di appartenere.<\/p>\n<p>Anni fa un collega &#8211; credo con qualche ragione di fondo &#8211; mi disse \u201c<em>Feralpi \u00e8 un esempio virtuoso di come una grande azienda pu\u00f2 costruire comunit\u00e0. Lonato deve quasi tutto a Feralpi, i suoi dipendenti storici hanno casa e famiglia l\u00ec, il legame lo senti. \u00c8 Feralpi ad aver fatto Lonato, non il contrario<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><em>L\u2019ultima volta che ho avuto il piacere di parlare con\u00a0<strong>Giuseppe Pasini<\/strong>\u00a0eravamo nel suo ufficio, primavera del 2017, una lunga chiacchierata (a quei tempi ero coordinatore editoriale di Calcio e Finanza) poco prima della sua nomina a\u00a0<strong>Presidente di Confindustria Brescia<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019ho conosciuto circa 20 anni fa in vari ruoli: come presidente di una ambiziosa societ\u00e0 di\u00a0<strong>Eccellenza<\/strong>, come imprenditore sia da presidente di\u00a0<strong>Federacciai<\/strong>\u00a0con me nel ruolo di giornalista economico di Bresciaoggi, che in\u00a0<strong>Confindustria Brescia<\/strong>\u00a0quando ero addetto stampa dell\u2019associazione, mentre come detto nella stagione 2008\/09 (ultima della Feralpi Lonato prima della fusione) sono stato suo addetto stampa.<\/em><\/p>\n<p>Al termine di quella esperienza apprezzai il fatto che lui mi chiese un\u2019opinione pour parler sull&#8217;ipotesi di fusione.<\/p>\n<p>Io mi dissi contrario spiegando che a mio modo di vedere fare calcio a Lonato o a Sal\u00f2 non avrebbe cambiato la sostanza. Ma credo che fossi io a sbagliarmi, per la ragione che poi ho capito successivamente: a Sal\u00f2 il club avrebbe avuto sede in quella che \u00e8 la capitale geografica morale di un territorio composito ma culturalmente riconoscibile.<\/p>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">Il Presidente<\/h3>\n<div id=\"\u00a7il-presidente\" class=\"header-anchor-widget offset-top\">\n<div class=\"header-anchor-widget-button-container\">\n<div class=\"header-anchor-widget-button\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Non credo di offendere nessuno se dico che la vittoria della Feralpi Sal\u00f2 \u00e8 soprattutto la vittoria del suo presidente. Riconosco certamente che collaborazione e organizzazione sono una cifra del club, ma \u00e8 la figura umana che sta al vertice a caratterizzare il tutto molto pi\u00f9 di qualsiasi altra componente.<\/p>\n<p>Pasini ha sempre guidato la sua azienda con\u00a0<strong>l\u2019impronta di una forte managerialit\u00e0, scegliendo uomini capaci<\/strong>. Crede nel team e nelle competenze, molto pi\u00f9 che nell\u2019uomo solo al comando.<\/p>\n<p>Avendo dovuto prendere le redini dell\u2019azienda di famiglia molto presto, suo malgrado gi\u00e0 tra i 20 e i 30 anni per la scomparsa del padre, ha dovuto strutturare il suo gruppo affidandosi a manager capaci, capendo di non poter fare tutto da solo. Non poteva essere in alcun modo accentratore, anche se la sua impronta imprenditoriale \u00e8 sempre stata chiara.<\/p>\n<p>E su questa narrazione della managerialit\u00e0 ha sempre condotto il suo gruppo.<\/p>\n<p>Nonostante questo &#8211; anzi, forse proprio per questo &#8211; la sua \u00e8 una leadership solida, fortissima.<\/p>\n<p>Ho detto tutto questo perch\u00e9 nell\u2019analisi complessiva del fenomeno Feralpi Sal\u00f2 non si possono omettere la radice, l\u2019ispirazione valoriale e il profilo forte dell\u2019uomo che la comanda.<\/p>\n<p>Forse, ma questa \u00e8 la mia impressione da fuori, nel calcio ha accentrato pi\u00f9 che in azienda sentendo questa attivit\u00e0 guidata anche da passione oltre che dai freddi numeri del mercato, della produzione e delle scelte strategiche.<\/p>\n<p>\u00c8 un fatto peraltro che il club, nato come duopolio tra lui e Aldo Ebenestelli della Ivars di Vestone abbia visto nel lungo periodo una decisa prevalenza della sua figura. Nulla di male, sia chiaro, ma \u00e8 bene dirlo per capire appunto la natura stessa del club, e per ricordare &#8211; come ho detto faccio una analisi che vuole avere un qualche valore nazionale, non solo locale &#8211; come le figure presidenziali nel calcio italiano difficilmente si prestino a collaborazioni \u201cinter pares\u201d come accade in altri sistemi come quello inglese o tedesco.<\/p>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">Feralpi e Brescia<\/h3>\n<div id=\"\u00a7feralpi-e-brescia\" class=\"header-anchor-widget offset-top\">\n<div class=\"header-anchor-widget-button-container\">\n<div class=\"header-anchor-widget-button\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Purtroppo la promozione della Feralpi Sal\u00f2 arriva nel momento peggiore della storia recente del Brescia calcio con una retrocessione in Serie C che al momento della promozione dei salodiani sembra probabile.<\/p>\n<p>E nel dibattito soprattutto locale torna spesso l\u2019interrogativo:\u00a0<strong>\u201cPerch\u00e9 Pasini non prende il Brescia?\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Risposta semplice e scontata: non gli interessa. E non lo si pu\u00f2 biasimare per questo, anzi. Fa bene.<\/p>\n<p>Premetto che non sono tra quelli che invocano l\u2019imprenditoria bresciana per il futuro del club, al contrario analizzo le acquisizioni degli ultimi anni e rilevo che il calcio \u00e8 sempre pi\u00f9 materia per fondi, investitori indiretti con interessi pi\u00f9 finanziari che aziendali e manager dall\u2019innata competenza settoriale, non per capitani d\u2019azienda prestati allo sport.<\/p>\n<p>Nel caso Feralpi Sal\u00f2, poi, c\u2019\u00e8 di pi\u00f9.<\/p>\n<p>La presenza nel calcio di Giuseppe Pasini \u00e8 legata a doppio filo alla\u00a0<strong>appartenenza territoriale<\/strong>\u00a0della sua azienda. Non \u00e8 l\u2019ambizione di un imprenditore che vuole investire nella sua immagine a livello nazionale attraverso il calcio.<\/p>\n<p>Sarebbe sbagliato attribuirgli questo profilo che invece caratterizza ed ha caratterizzato tanti altri imprenditori del calcio.<\/p>\n<p>Tutt\u2019altro: Pasini vuol essere riferimento riconosciuto nel suo territorio, che \u00e8 il Garda ed \u00e8 la Valsabbia, non ha altri intenti se non quelli sportivi che da questo derivano.<\/p>\n<p>Pasini \u00e8 fedele ad una mission che gli \u00e8 stata lasciata in eredit\u00e0 e che lui porta avanti orgogliosamente da 40 anni. Andare altrove sarebbe tradire quella costituency.<\/p>\n<p>Negli anni avrebbe potuto prendere societ\u00e0 di piazze pi\u00f9 grandi (oltre a Brescia anche Verona e Mantova le prime che ricordo) ma non le ha mai realmente considerate.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 giusto e legittimo che sia cos\u00ec, fa bene, non lo si pu\u00f2 biasimare.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 sbagliato e perfino scorretto chiamarlo in causa sui problemi del Brescia calcio, che nascono prima di lui, prima di questa propriet\u00e0 e ci dicono di un territorio imprenditorialmente forte (soprattutto nelle appartenenze) e di una citt\u00e0 apparentemente debole, che poi in realt\u00e0 milita da 40 anni tra A e B come poche altre possono vantare a livello nazionale.<\/p>\n<p>E peraltro la presenza del capoluogo in C e del territorio in B non sarebbe una novit\u00e0, \u00e8 capitato a Cittadella e Padova, a Sassuolo con Reggiana e Modena.<\/p>\n<p>E non pu\u00f2 nemmeno essere vista come distrazione di risorse: l\u2019Atalanta non si \u00e8 mai troppo curata di AlbinoLeffe e Alzano quando queste ben figuravano in B, perch\u00e9 l\u2019Atalanta fa l\u2019Atalanta, che \u00e8 un\u2019altra cosa rispetto al calcio di queste realt\u00e0 dal minore bacino d\u2019utenza.<\/p>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">Padre Tempo<\/h3>\n<div id=\"\u00a7padre-tempo\" class=\"header-anchor-widget offset-top\">\n<div class=\"header-anchor-widget-button-container\">\n<div class=\"header-anchor-widget-button\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>\u00c8 sbagliato e scorretto di contro, chiamare in causa la Feralpi Sal\u00f2 quando si vuole indicare un modello per il Brescia calcio. Del resto pur essendo due societ\u00e0 di calcio che giocano in categorie contigue, queste due realt\u00e0 sono assai distanti per necessit\u00e0 e strategie.<\/p>\n<p>Quando ha creato la sua societ\u00e0 attuale, Pasini sapeva una cosa pi\u00f9 di tutti: guidando il club di un paese di 10 mila abitanti (qualcuno aggiunge i 17 mila di Lonato, ma non so quanto poi i cittadini di Lonato sentano questa squadra veramente loro, per ragioni immagino per lo pi\u00f9 campanilistiche) stava\u00a0<strong>acquistando anche un bene preziosissimo che non avrebbe trovato altrove: il tempo.<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso se mentre tutti si spellavano le mani nel dopo partita di sabato lui in diretta commentava:\u00a0<em>\u201csiamo arrivati qui imparando anche dai nostri errori perch\u00e9 nel calcio \u00e8 facilissimo fare errori\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>A Sal\u00f2, Pasini ha avuto tempo e modo di fare errori che a Brescia o nella piazza di un capoluogo non avrebbe avuto.<\/p>\n<p>Il tempo \u00e8 una delle precondizioni per i quali Giuseppe Pasini a Sal\u00f2, il compianto Giorgio Squinzi a Sassuolo, Antonio Gozzi a Chiavari, per citarne alcuni, scelgono di fare quello che io chiamo \u201ccalcio dei campanili\u201d che ha una dimensione ancor pi\u00f9 locale di quello dei capoluoghi come Brescia, Reggio Emilia, Modena, Genova sede dei club storicamente detti provinciali.<\/p>\n<p>A Brescia uno come Gino Corioni prese insulti di tutti i tipi avendo fatto (prendo l\u2019esempio pi\u00f9 recente) 5 anni di Serie B perdendo ripetutamente i play off prima della sua ultima promozione del 2009\/10.<\/p>\n<p>A Sal\u00f2 tutti elogiano Pasini dopo 12 anni di Serie C.<\/p>\n<p>E conta poco, perdonatemi, che si giochi per una citt\u00e0 capoluogo o per un paese di 10 mila abitanti, perch\u00e9 alla fine le regole ed il mercato sono uguali per tutti. Anzi, forse sono pi\u00f9 difficili per il Brescia che non per Sal\u00f2.<\/p>\n<p>In questi giorni si \u00e8 anche celebrato il fatto che il club \u00e8 nato solo 14 anni fa, ma non si pu\u00f2 omettere che nacque gi\u00e0 in Serie D (e venne ripescato poche settimane dopo in C2), ottenne una promozione C2-C1 al secondo anno e poi ha sempre militato in C.<\/p>\n<p>Il tema della\u00a0<strong>data di fondazione<\/strong>, letto da pi\u00f9 parti, insomma, avrebbe avuto un senso diverso se il club fosse partito dalla Terza categoria ed avesse scalato 7 categorie in 14 anni con una media di una promozione ogni 2 anni.<\/p>\n<p>Ma tant\u2019\u00e8. Usare argomenti tanto per usarli non rende merito e non definisce la dimensione di quella che \u00e8 senza che alcuno possa metterlo indubbio una grande impresa sportiva riferita alla stagione 2022\/23.<\/p>\n<p>Qui prima di tutto (<em>e non parlo di Brescia ma di tutta Italia<\/em>) servirebbero una\u00a0<strong>capacit\u00e0 analitica e narrativa diverse<\/strong>, ed anche un diverso costume nel raccontare le cose di calcio, nel vedere oltre la vittoria e la sconfitta, analizzando il gioco per quello che \u00e8, non per quello che si vorrebbe che fosse. Dico questo a partire dai giornalisti per arrivare ai tifosi, passando da chiunque parla &#8211; in questo mondo dominato dalla influencer economy &#8211; ad una platea risultando rilevante per la sua audience.<\/p>\n<p>Di fronte a questa realt\u00e0 i Pasini, gli Squinzi, i Gozzi, acquistano &#8211; lo ripeto all\u2019infinito,\u00a0<strong>giustamente<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>legittimamente<\/strong>, guidandoli anche con le grandi capacit\u00e0 imprenditoriali che tutti riconosciamo loro &#8211; i\u00a0<em>club di campanile<\/em>\u00a0per sfuggire a certe logiche distruttive del loro lavoro.<\/p>\n<p>Non nascondiamoci dietro la foglia di fico del tifo organizzato, a tutti i livelli in Italia esistono due tipi di ultras, quelli senza e quelli con il tesserino dell\u2019Ordine dei giornalisti. E le loro logiche di analisi al netto di alcune esagerazioni, spesso coincidono.<\/p>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">Programmazione<\/h3>\n<div id=\"\u00a7programmazione\" class=\"header-anchor-widget offset-top\">\n<div class=\"header-anchor-widget-button-container\">\n<div class=\"header-anchor-widget-button\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Questo tempo, queste 12 stagioni, sono state didascalizzate da molti sotto il termine di\u00a0<strong>programmazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Io non so bene quale sia il significato che viene dato a questo termine. Ma la vedo un po\u2019 diversamente.<\/p>\n<p>In 14 anni il club ha cambiato 14 allenatori. Stefano Vecchi \u00e8 stato solo il secondo in questo arco di tempo a chiudere 2 stagioni consecutive in panchina (il primo fu Beppe Scienza).<\/p>\n<p>Questo a fronte di risultati sempre incoraggianti: nell\u2019ultimo decennio la Feralpi Sal\u00f2 si \u00e8 sempre piazzata nei primi 10 posti, non ha praticamente mai rischiato il posto in categoria, \u00e8 sempre stata ambiziosa e rivolta alla promozione anche se magari non era la primissima favorita.<\/p>\n<p>Ma tutti sapevano che i budget erano adeguati a pensare che si potesse giocare per il massimo risultato.<\/p>\n<p>Nelle 5 stagioni pre-Covid nessun allenatore ha chiuso la stagione iniziata, si sono contati 8 cambi e 7 diversi allenatori (Serena \u00e8 stato chiamato 2 volte).<\/p>\n<p>Un andamento che denota un certo nervosismo rispetto ai risultati, nononstante piazzamenti finali sempre in crescita.<\/p>\n<p>Forse quando Pasini con grande trasparenza di cui gli va dato onore e merito si riferiva agli errori fatti si riferiva a questo.<\/p>\n<p>Quel che mi \u00e8 sempre parso chiaro \u00e8 che la Feralpi Sal\u00f2 ha sempre visto Sassuolo (promosso in B nel 2008), Cittadella (99\/00), come modelli.<\/p>\n<p>Dal Castel di Sangro in poi i club di campanile hanno capito che andare in B \u00e8 possibile, non solo sulla carta.<\/p>\n<p>Credo che l\u2019emersione di realt\u00e0 come Carpi (promosso nel 2012\/13 e finito addirittura in A) ed Entella Chiavari (due promozioni 13\/14 e 18\/19) siano state vissute invece con un pizzico di frustrazione proprio perch\u00e9 rappresentanti di realt\u00e0 non dissimili da quella salodiana, ma vincenti in un lasso di tempo pi\u00f9 breve.<\/p>\n<p>E qui gli esoneri e i cambi anche nella direzione sportiva (<em>che fino al giugno 2017 era sempre stata nelle mani di Eugenio Olli, storico diesse salodiano per 30 anni<\/em>) mi sembrano mettere in luce questa impazienza, per cos\u00ec dire.<\/p>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">Costanza e solidit\u00e0<\/h3>\n<div id=\"\u00a7costanza-e-solidita\" class=\"header-anchor-widget offset-top\">\n<div class=\"header-anchor-widget-button-container\">\n<div class=\"header-anchor-widget-button\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Oggi tuttavia commentiamo il successo in un campionato certo non facile come quello di Serie C ed al termine programmazione sostituirei quello di\u00a0<strong>costanza<\/strong>, che \u00e8 anche frutto di\u00a0<strong>equilibrio<\/strong>\u00a0garantito dalla\u00a0<strong>solidit\u00e0<\/strong>\u00a0<strong>finanziaria<\/strong>\u00a0data al club.<\/p>\n<p>Tutte cose che suonano belle ma tutt\u2019altro che scontate, se guardiamo al calcio italiano. Garantirle \u00e8 un merito che non pu\u00f2 passare inosservato, che non pu\u00f2 essere considerato scontato, che non pu\u00f2 non essere considerato nella sua eccezionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>modello economico<\/strong>\u00a0del club di Sal\u00f2 \u00e8 chiaro: un gruppo di sponsor che fanno riferimento al suo gruppo siderurgico o pi\u00f9 strettamente alla figura del presidente stesso sostiene in maniera equilibrata da oltre un decennio una squadra di calcio che vanta anche numeri importanti in termini di attivit\u00e0 di settore giovanile.<\/p>\n<p><em>Un settore che &#8211; non lo si deve mai dimenticare &#8211; \u00e8 cresciuto nel tempo vincendo il campionato di Primavera 3 nel 2021\/22 a testimonianza di un lavoro a 360 gradi, non solo sulla prima squadra.<\/em><\/p>\n<p>Il che vuol dire che il lavoro fatto dietro la prima squadra \u00e8 anche qualitativo, non certo di facciata!<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 stato possibile perch\u00e9 questa societ\u00e0 \u00e8 nella invidiabile posizione di non avere\u00a0<strong>mai alcun dubbio sulla sua continuit\u00e0 operativa.<\/strong>\u00a0Un lusso non da poco nel calcio di adesso. Ed ancora un lusso di cui si deve ringraziare chi guida il club.<\/p>\n<p>Non ho un dato in questo senso ma credo che la Feralpi Sal\u00f2 sia l\u2019unico club presente dal 2010 ad oggi in Terza Serie continuativamente. Il che la dice lunga sulla reale portata di questo successo sportivo, su quelli che sono i veri elementi di straordinariet\u00e0.<\/p>\n<p>A sua volta, perch\u00e9 su questo \u00e8 giusto tornare, chi lavora per il Sal\u00f2 dal suo presidente in gi\u00f9 lo pu\u00f2 fare senza le logoranti pressioni di una\u00a0<strong>piazza<\/strong>\u00a0<strong>esigente<\/strong>\u00a0che si potrebbe trovare altrove. E questo aiuta ogni anno a ripartire e ricaricare batterie che altrove si esaurirebbero molto prima.<\/p>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">Risultato storico<\/h3>\n<div id=\"\u00a7risultato-storico\" class=\"header-anchor-widget offset-top\">\n<div class=\"header-anchor-widget-button-container\">\n<div class=\"header-anchor-widget-button\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Il risultato della Feralpi Sal\u00f2 \u00e8\u00a0<strong>certamente storico per il territorio bresciano<\/strong>.<\/p>\n<p>Prima del club gardesano-valsabbino ci sono state negli ultimi 40 anni Ospitaletto, Orceana, Lumezzane, Montichiari, Rodengo Saiano e Carpenedolo a raggiungere il calcio professionistico, ma nessuno \u00e8 mai arrivato cosi in alto.<\/p>\n<p>Pasini ha fatto quel che in passato in particolare non era riuscito n\u00e9 a Gino Corioni (che guidava l\u2019Ospitaletto prima di acquistare Bologna e Brescia) n\u00e9 a Aldo Bonomi, patron del Lumezzane che sfior\u00f2 la Serie B.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 invece un risultato storico sul piano nazionale.<\/strong>\u00a0Si tratta anzi di una impresa\u00a0<strong>ricorrente<\/strong>\u00a0e che riporta ad un tema sul quale si dibatte spesso.<\/p>\n<p>Negli ultimi 30 anni \u00e8 la 18esima volta che una squadra che non fa riferimento ad un capoluogo di provincia sale in Serie B.<\/p>\n<p>Ce l\u2019hanno fatta nell\u2019ordine: Castel di Sangro, Alzano Lombardo, Fermana, Savoia di Torre Annunziata, Cittadella (due volte), AlbinoLeffe, Sassuolo, Gallipoli, Gubbio, Nocerina di Nocera Inferiore, Juve Stabia di Castellamare (x2), Lanciano, Carpi, Entella di Chiavari (x2).<\/p>\n<p>Sassuolo e Carpi sono i due club che sono poi anche saliti in A. Io credo che per disponibilit\u00e0 e organizzazione la Feralpi Sal\u00f2 non sia seconda a questi due club.<\/p>\n<p>Ho sentito anche scomodare il termine \u201c<strong>miracolo<\/strong>\u201d. Capisco che la parola possa sfuggire nella bolgia dell\u2019emozione del dopo gara e che come tale venga ripresa per farci un titolo roboante.<\/p>\n<p>Ma se rifletto sul significato intrinseco del termine fatico a parlare di miracolo. Tutt\u2019altro.<\/p>\n<p>Miracolo \u00e8 qualcosa di incredibile, insipegabile, a volte pure intangibile.<\/p>\n<p>Credo che definire miracolo quanto successo in questa stagione alla Feralpi Sal\u00f2 possa andare bene al limite sul piano retorico, pur se in una retorica che lascia comunque il tempo che trova, ma risulta quasi irrispettoso a rigor di logica, perch\u00e9 l\u2019impresa di questa societ\u00e0 \u00e8 sportivamente bellissima ed economicamente spiegabilissima oltre che managerialmente incastonata dentro un lavoro riconoscibilissimo e come ho gi\u00e0 detto scolpito nella costanza, nell\u2019equilibrio delle scelte e nella solidit\u00e0 del\u00a0<strong>modello economico che \u00e8 stato possibile mettere in campo.<\/strong><\/p>\n<p>Un lavoro che ha elementi interni ed esterni ben riconoscibili che hanno contribuito tutti &#8211; nessuno escluso &#8211; a creare quello che questa realt\u00e0 rappresenta nel calcio italiano.<\/p>\n<p><strong>In estrema sintesi e a scanso di equivoci:<\/strong>\u00a0quel che ha fatto e costruito la Feralpi Sal\u00f2 ha radici profonde, non \u00e8 certo facile, \u00e8 replicabile in piazze simili e non troppo grandi (o ingombranti) come si \u00e8 visto in questi anni, ma in Italia non si conoscono modelli simili e cosi duraturi, in questo millennio, che facciano riferimento a realt\u00e0 maggiori, tanto meno provinciali.<\/p>\n<h3 class=\"header-with-anchor-widget\">Cenerentola<\/h3>\n<div id=\"\u00a7cenerentola\" class=\"header-anchor-widget offset-top\">\n<div class=\"header-anchor-widget-button-container\">\n<div class=\"header-anchor-widget-button\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>So bene che chi mi segue si aspetta da me qualche argomentazione di stampo diciamo cos\u00ed \u201csuperleghista\u201d del tipo:\u00a0<em>\u201cLe cenerentole coi loro stadi vuoti rovinano il calcio italiano\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Non preoccupatevi, continuo a pensarla cos\u00ed, ma qui non sono in ballo i massimi sistemi ed evocare l\u2019argomento sarebbe fuoriluogo e irrispettoso di questa bellissima vittoria che \u00e8 il tema di questa analisi.<\/p>\n<p><em>Non posso non gioire per la vittoria di un club in cui ho anche alcuni amici e di cui ebbi l\u2019onore di raccontare, il 12 maggio del 2004, l\u2019ultima grande impresa nazionale, essendo stato io il telecronista della finale giocata al Flaminio tra Sal\u00f2 e San Paolo di Bari vinta 1-0 dai gardesani per aggiudicarsi la Coppa Italia di Eccellenza.<\/em><\/p>\n<p>Continuo a pensare che le piccole piazze siano un problema non solo nel sistema calcistico italiano, ma in qualsiasi sistema professionistico che voglia puntare nel lungo periodo a inclusione e sostenibilit\u00e0, perch\u00e9 nel mio modo di intendere lo sport gli stadi pieni sono una componente fondamentale.<\/p>\n<p><em>Aggiungo scanso di equivoci: il Brescia che non arrivava a 15 mila persone di media con Baggio in campo, in questo senso non \u00e8 mai stato negli ultimi 30 anni un esempio da imitare.<\/em><\/p>\n<p>Detto questo, prima di tutto ho un innato senso sportivo che mi porta a pensare che quando questi club salgono di categoria le loro vittorie abbiano certamente un valore sportivamente molto alto al di l\u00e0 dei riflessi socio economici e culturali.<\/p>\n<p>In qualche modo ci danno la conferma che i sistemi sul piano della competizione sportiva, funzionano, senza alcuna dietrologia.<\/p>\n<p>Non fu cos\u00ed ad esempio quando nel 2004 dopo due finali agghiaccianti da tutti i punti di vista (a partire dalla rissa furibonda inscenata) contro il Cesena al Lumezzane fu negata la Serie C in un campionato in cui sembravano dominare interessi altri da quello che il campo in realt\u00e0 esprimeva.<\/p>\n<p>Resto convinto che il calcio professionistico prima o poi dovr\u00e0 fare i conti con il tema di alcuni prerequisiti (come gli stadi e il bacino d\u2019utenza oltre alle solidit\u00e0 patrimoniali) di accesso, e forse anche del numero chiuso, e che la piramide basata su un merito puramente di campo come quella attuale abbia sempre meno senso se si vuole raggiungere un equilibrio anche economico che vada a poggiare sulla maggiore base di tifosi possibile.<\/p>\n<p>Ma appunto, il problema non \u00e8 di chi come la Feralpi si attrezza per competere e vincere, ma di chi continua a vedere la piramide del calcio come la si \u00e8 sempre vista senza ignorare i cambiamenti epocali degli ultimi 40 anni culminati in particolare con la sentenza Bosman del 1995 e le dinamiche successive che portano ad una divaricazione sempre pi\u00f9 evidenti tra grandi club di portata internazionale, realt\u00e0 di provincia e &#8211; come le chiamo io &#8211; societ\u00e0 di campanile.<\/p>\n<p>Fino ad allora non ci mancheranno imprese sportive belle e solide come quella della Feralpi 2022\/23 da analizzare e celebrare, con pieno merito dei suoi protagonisti a tutti i livelli organizzativi. Vittorie figlie di un calcio romantico che al di l\u00e0 di tutto va apprezzato quando si esprime nella sua essenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta una squadra della provincia di Brescia che non fa riferimento al capoluogo giocher\u00e0 nel campionato di secondo livello della piramide calcistica italiana.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76"}],"collection":[{"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76\/revisions\/77"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}