{"id":80,"date":"2023-03-08T13:13:08","date_gmt":"2023-03-08T13:13:08","guid":{"rendered":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/?p=80"},"modified":"2023-12-05T13:04:00","modified_gmt":"2023-12-05T13:04:00","slug":"il-calcio-italiano-anni-80-90-2000-attraverso-la-figura-di-gino-corioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/2023\/03\/08\/il-calcio-italiano-anni-80-90-2000-attraverso-la-figura-di-gino-corioni\/","title":{"rendered":"Il calcio italiano anni 80, 90, 2000: attraverso la figura di Gino Corioni"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"subtitle\">A 7 anni dalla morte trovo d&#8217;attualit\u00e0 quello che scrissi su uno dei presidenti pi\u00f9 longevi della storia del calcio italiano, alla guida del Brescia calcio per ben 22 anni.<\/h3>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><em>7 anni fa, l\u20198 marzo 2016, ci lasciava Gino Corioni, per 20 anni presidente del Brescia calcio. In quell\u2019occasione scrissi per Calcio e Finanza un mio personalissimo ricordo, che non voleva soltanto essere un pezzo per ricordare la sua presidenza, ma una chiave di lettura per interpretare ci\u00f2 che i presidenti come lui hanno rappresentato per il nostro calcio tra gli anni 80, 90 e 2000.<\/em><\/p>\n<p><em>Gino Corioni fu tra i presidenti pi\u00f9 longevi della sua generazione.<\/em><\/p>\n<p>Qui potete trovare la versione podcast su\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/show\/3cBnOjKeOyc2Jmn5KvhwIR?si=qoUkayzWRVGDTvzN-epGzw&amp;app_destination=copy-link\" rel=\"\">Spotify<\/a><\/strong>\u00a0e\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/podcasts.apple.com\/de\/podcast\/fubolitix\/id1675834947\" rel=\"\">Apple Podcast<\/a><\/strong>.<\/p>\n<div>\n<hr \/>\n<\/div>\n<p>\u201cMi sono divertito. Il calcio \u00e8 stata la mia vita e la mia medicina\u201d diceva Gino Corioni. Era ammalato da dieci anni e il calcio lo aiutava a curarsi: cos\u00ec lui stesso sottolineava\u00a0la sua natura tenace di resistente del calcio.<\/p>\n<p>Per 22 anni presidente del Brescia, prima ancora proprietario del Bologna (portato fino in coppa Uefa con Gigi Maifredi allenatore) e dell\u2019Ospitaletto (preso nel 1967 e salito con lui tra i professionisti) ma anche consigliere del Milan di Giussy Farina.\u00a0<strong>Corioni \u00e8 morto a 78 anni, ne avrebbe compiuti 79 il 6 giugno prossimo.<\/strong><\/p>\n<p>Per oltre 20 anni ha guidato il Brescia tra alterne fortune: 5 promozioni e altrettante retrocessioni. 5 come\u00a0il numero di maglia dell\u2019ultimo Andrea Pirlo a Brescia, anche se il suo marchio di fabbrica furono i numeri 10: il magiaro Lajos Detari a Bologna, il rumeno Gica Hagi a Brescia e poi Roberto Baggio. Senza dimenticare, naturalmente il 28 di Pep Guardiola.<\/p>\n<p>E 5 furono gli anni consecutivi in A del suo Brescia, il cui massimo traguardo fu la finale Intertoto persa contro\u00a0un Paris Saint Germain lontano parente dell\u2019attuale.<\/p>\n<p>In seguito ne fece altri 5 in Serie B prima dell\u2019ultimo saliscendi.<\/p>\n<p>All\u2019inizio della stagione 2010-2011, suo ultimo anno in A, spiegava:\u00a0<strong>\u201cretrocedere subito sarebbe peggio che non essere mai saliti\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019era in quella frase la sintesi estrema del fare calcio in Italia e in un capoluogo di provincia negli anni successivi al mondiale 2006. Anni prima, a Brescia, girava la stupida diceria priva di ogni fondamento logico ed economico, secondo cui Corioni non voleva salire in A per rimanere tra i cadetti,\u00a0circolata quando la squadra ripetutamente si piazzava in zona playoff continuando (<a href=\"http:\/\/www.calcioefinanza.it\/2015\/07\/16\/fallimenti-serie-b-la-condanna-di-chi-perde-i-play-off\/\" rel=\"\">unico caso di quegli anni in serie B<\/a>) a rilanciare per la promozione.<\/p>\n<p>Con atteggiamento stoico e infine vincente, ancora una volta resistente, nel 2010 ottenne l\u2019ultima promozione.\u00a0Ma, avvertiva Corioni, \u201cretrocedere subito sarebbe peggio che non essere mai saliti\u201d.<\/p>\n<p>Quella frase dell\u2019estate 2010 fu, come altre volte era accaduto nella sua vita, profetica e anticipatrice di una nuova resistenza necessaria, l\u2019ultima.<\/p>\n<p>Dopo quella retrocessione\u00a0la squadra rimarr\u00e0\u00a0sotto la sua guida fino al 2013-2014\u00a0con il presidente a lamentare:\u00a0<strong>\u201cDieci anni fa ero esposto anche pi\u00f9 di ora, ma solo adesso sembra diventato un problema\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Si dice che Gino Corioni sia stato l\u2019ultimo dei presidenti di provincia che presero piede tra gli anni \u201970 e \u201980. Navigando\u00a0per\u00a0oltre trent\u2019anni in un\u00a0calcio radicalmente cambiato, dal Totocalcio alle pay tv.<\/p>\n<p><strong>Solo la nostalgia porta a dire che\u00a0quello fosse un calcio migliore.<\/strong><\/p>\n<p>Di certo era un calcio diverso, a\u00a0<strong>conduzione familiare<\/strong>, in cui pochi\u00a0(come i Pozzo, a Udine) sono riusciti\u00a0ad emergere ed evolvere. Un calcio da cui altri sono stati travolti ed in cui altri, come Corioni, hanno avuto la capacit\u00e0\u00a0di resistere evitando l\u2019onta del fallimento.<\/p>\n<p>Un calcio in cui\u00a0i presidenti erano, spesso, anche dei grandi direttori sportivi costretti loro malgrado (per indole, disponibilit\u00e0 al rischio economico e inclinazioni umane) a fare i presidenti. Presidenti che \u201csi divertivano\u201d, come ammetteva\u00a0Corioni.<\/p>\n<p>Questo fu a lungo possibile, almeno fino a che, battezzare i nuovi Buffon e i nuovi Baggio, mut\u00f2: da intuizione e divertimento, a stringente necessit\u00e0 commerciale, celebrata\u00a0e ripetuta a cantilena pi\u00f9 dai media che dal campo, fino a ridursi alla dimensione di buffi meme. Tanti piccoli Cerci che ricordano Robben.<\/p>\n<p>Questi presidenti dal calcio traevano gloria e fama. Nelle assemblee confindustriali non erano i pi\u00f9 ricchi e nemmeno i pi\u00f9 bravi, ma\u00a0grazie al calcio stavano mediaticamente nella fila dei primi.<\/p>\n<p>Accadeva anche a Corioni all\u2019Aib (la confindustria bresciana) quando era bersaglio delle parentesi sportive di cui Luca Cordero di Montezemolo amava infarcire \u2013 spezzandone la solennit\u00e0 \u2013 i suoi discorsi da presidente di Confindustria. Diventando in quel momento il pi\u00f9 in vista in un consesso che vantava nomi pesantissimi dell\u2019industria italiana ben lontani dalla sua dimensione di bravo imprenditore locale.<\/p>\n<p>Il tutto accadeva poco prima che il calcio, soprattutto a livello nazionale, diventasse talmente preponderante da essere veicolo irrinunciabile della necessaria notoriet\u00e0 di anonime presidenze.<\/p>\n<p>Un calcio di grandi\u00a0<strong>intuizioni<\/strong>\u00a0e macroscopici\u00a0<strong>errori<\/strong>\u00a0di valutazione (che la Gialappa\u2019s stigmatizzava nei \u201cBidoni di periferia\u201d), di\u00a0<strong>plusvalenze<\/strong>\u00a0che non venivano ancora chiamate cos\u00ec e di squadre\u00a0<strong>\u201crilevate tecnicamente\u201d.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Era il modo elegante per dire che chi entrava si accollava \u2013 con una stretta di mano e qualche firma, o quasi \u2013 il deficit pregresso, ma di fatto sollevando \u201cda galantuomini\u201d il presidente precedente dalle proprie responsabilit\u00e0. Come successe a Brescia nel 1992 quando Corioni rilev\u00f2 il club.<\/p>\n<p><strong>Era il calcio B2B che si reggeva sul Totocalcio e sul salotto del calciomercato,<\/strong>\u00a0sugli affari tra presidenti di provincia venditori e presidenti provenienti dalle metropoli e pronti a pagare cash i campioni di periferia (inizialmente giocatori fatti poi via via sempre pi\u00f9 giovani e di prospettiva).<\/p>\n<p>Un calcio in cui non si parlava di\u00a0<strong>merchandising<\/strong>\u00a0(un campo libero in cui si \u00e8 sempre lasciata\u00a0libert\u00e0 d\u2019azione alle curve) e di\u00a0<strong>fatturati<\/strong>, in cui i\u00a0<strong>diritti tv<\/strong>\u00a0avrebbero fatto la loro comparsa dalla met\u00e0 degli anni \u201990 soppiantando il\u00a0<strong>Totocalcio<\/strong>\u00a0che rappresentava fin l\u00ec il grande ente finanziatore del calcio.<\/p>\n<p>Un calcio in cui non si parlava di impianti di propriet\u00e0, in cui Gino Corioni ebbe sin da subito l\u2019intuizione di voler fare uno\u00a0<strong>stadio nuovo<\/strong>\u00a0per il suo Brescia. Una volont\u00e0 che si scontr\u00f2 con la\u00a0<strong>impossibilit\u00e0 economica di farlo in proprio<\/strong>\u00a0e la necessit\u00e0 di trovare sinergie \u2013 industriali e politico istituzionali \u2013 rivelatesi nel lungo periodo impossibili da far quadrare.<\/p>\n<p>Da anni chiedeva il\u00a0<strong>sostegno degli imprenditori bresciani<\/strong>\u00a0alla sua causa. Non lo otterr\u00e0 mai, non certo per scarse volont\u00e0 altrui.<\/p>\n<p>Semplicemente perch\u00e9 questa non sar\u00e0 mai la formula adatta a gestire il calcio dei presidenti, cos\u00ec come si \u00e8 affermato in Italia.\u00a0Nei\u00a0vent\u2019anni non mancarono sporadici tentativi, ma ogni sodalizio fu di di\u00a0scarsa, laddove non brevissima, rilevanza. E di impossibile convivenza.<\/p>\n<p><strong>La\u00a0sua storia al Brescia si \u00e8 chiusa con\u00a0una eutanasia di fatto<\/strong>: nessuno potr\u00e0 mai con certezza\u00a0dire quale \u00e8 stata la data di chiusura della sua epopea.\u00a0Forse la stagione 2013-2014, o forse il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.calcioefinanza.it\/2015\/02\/26\/e-nato-il-nuovo-brescia-calcio\/\" rel=\"\">gennaio-febbraio\u00a02015<\/a>,\u00a0momento dell\u2019ingresso operativo nel club di Profida Italia, o a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.calcioefinanza.it\/2015\/12\/29\/ricapitalizzazione-brescia-calcio-e-nuovo-stadio-rigamonti\/\" rel=\"\">fine dicembre 2015<\/a>\u00a0al momento dell\u2019aumento di capitale.<\/p>\n<p>Un addio composto, nel rifugio familiare, a dimensione del suo calcio. Doveroso. Perch\u00e8 al di l\u00e0 di ogni giudizio su operazioni, errori e opportunit\u00e0, con il calcio di Gino Corioni\u00a0il Brescia ha toccato i migliori risultati della sua storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A 7 anni dalla morte trovo d&#8217;attualit\u00e0 quello che scrissi su uno dei presidenti pi\u00f9 longevi della storia del calcio italiano, alla guida del Brescia calcio per ben 22 anni.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80"}],"collection":[{"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=80"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80\/revisions\/81"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=80"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=80"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/giovanniarmanini.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=80"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}